.
Annunci online

  anerella [ ...e quindi uscimmo a riveder le stelle. - Questo BLOG aderisce all'associazione SAMIZDATONLINE) ]
         









anerella
  è  la versione storpiata del mio nome, così mi chiamavano i figli di alcuni amici quando erano molto piccoli.
Loro sono cresciuti, ma il nome mi è rimasto addosso.
 
11.03.05

Che emozione, non tenevo un diario da molto tempo.

Anche se una parte della mia vita è racchiusa in voluminosi diari che custodisco gelosamente sul ripiano alto della libreria.

Racchiudono la storia di un’adolescente che cresce, piange, ride, si scontra con la vita e incontra sulla sua strada persone che sanno tenerle alto lo sguardo.

Raramente, ma è capitato, sono andata a rileggere alcune pagine scegliendole a caso.

Stupendo, a volte i sogni di quell’adolescente si  sono realizzati,  altre volte la realtà ha superato ogni immaginazione giovanile.

In ogni caso, da oggi mi cimento con questo nuovo strumento, il diario nel web.

E’ un po’ come quando la mia compagna di banco,  Dina, contraria ai diari che riteneva segno di infantile immaturità, leggeva “di nascosto” il mio diario, che lasciavo sotto al banco, proprio per permetterle di prenderne visione.
 

Forza, auguratemi buona avventura.




L'idea del blog-diario,  è nata dal ritrovamento casuale, di un quadernino a righe con la copertina rosa.
Diario di un'esperienza... recita la prima pagina.
Era il 1999 ed un gruppo di ragazzi  allora adolescenti stavano trascorrendo una vacanza in autogestione a MONTESPLUGA. Su quel quaderno, alcuni di loro hanno scritto i loro progetti per il futuro, le loro speranze ... più avanti, assicurando l'anonimato degli scrittori, mi riservo di riportare alcuni brani di quei propositi giovanili, che in fondo rivelano come il futuro sia frutto di un presente.







7 febbraio 2009

"mammallatte"

 

Mi sono svegliata stamane pensando ad un episodio di molti ani fa, e il suo ricordo non mi vuole lasciare, .
Era estate, eravamo in campeggio con i nostri tre figli, il primo campeggio della nostra famiglia e la mattina presto, molto presto, quando ancora l’umidità ricopriva la tenda, il sole aveva iniziato da poco a filtrare tra gli alberi di leccio, e noi avevamo ancora estremo bisogno di dormire, il più piccino dei nostri bambini che aveva poco più di due anni, sgusciava dal sacco a pelo, apriva la cerniera della tenda quel tanto che gli bastava per uscire a carponi, s’issava sulla sedia di plastica e stando in ginocchio, posava le sue paffute braccia conserte sul tavolo iniziando a dire senza sosta: “mammallatte, mammallatte, mammallatte” era impossibile ignorarlo, ficcare la testa sotto il cuscino, bisognava alzarsi e placare quel suo bisogno primario.
 
Mi è tornato in testa quel ritornello, pensando ad Eluana, alla sua impossibilità di dire: “mammallatte” o “mamma acqua”, e al nostro mettere la testa sotto il cuscino per fingere che si stia compiendo un gesto pietoso e non un orribile e devastante gesto mortifero.
Non posso non pensare a sua madre, ho letto ieri che è molto malata, non ha retto il dolore per quanto capitato a questa figlia alla quale aveva dedicato la vita, mi si spezza il cuore al pensiero di quella donna che oltre al dolore per quanto è capitato alla figlia deve lottare e combattere per vivere, una vita che forse per lei non ha più senso, nessuno deve e può giudicare il dolore e la solitudine di questa famiglia, lo sguardo vuoto di papà Beppino, che ripete come un mantra che nulla lo può più ferire, forse se avessero incontrato altri, se avessero percorso la strada del dolore con un’altra compagnia, Eluana dalla pelle di pesca, continuerebbe ad aprire gli occhi al giorno, a chiuderli di notte, a tossire e ad essere accudita, ma soprattutto loro potrebbero vivere con la consapevolezza che il loro immenso dolore può essere d’aiuto ad altri, può rendere la vita d’altri genitori, d’altri figli, meno sola, meno dura.
 
Perdonaci Eluana, se puoi perdonaci, perché la tua agonia ci fa tutti più cinici, il tuo lento morire cambia lo sguardo con cui guardare ai nostri figli.
 
Nessuno sa fino in fondo, nemmeno i luminari della scienza, se tu nel tuo profondo non stia implorando “mammallatte” e non hai che un colpo di tosse che tutti ignorano, per cercare di far uscire dalla prigione del tuo corpo quel grido, nessuno lo sa, ma nel dubbio, lasciarti morire è un'atrocità che ci rende tutti meno uomini.
 
 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Eluana morte condanna sete

permalink | inviato da anerella il 7/2/2009 alle 14:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa


sfoglia     gennaio        marzo
 


Ultime cose
Il mio profilo



culturacattolica milleargomentiunsologiudizio
Chiesa domestica
Samizdatonline - ecco chi sono
Adoremus
Annavercors
Aqua
Beth-or
Galatro
Giona
Il Fromboliere
Il Mascellaro
Insieme per costruire
Kattolico pensiero
Linea Tempo
Natanaele
Rimini in Dies
Secolo XX e dintorni
Tokalon
stranau (ex stranocristiano)
Sivan
Sguardo leale
ANTONIO SOCCI lo stranocristiano che non ha paura della libertà
Asara il satirico
valpalot
la cittadella
censurarossa
pesce vivo - raffinato blog
gino
circolo La Pira - cattolici in politica
Berlicche il diavolo
REFERENDUM L40 le cose che altri non scrivono
Claudio Chieffo - cantautore
Simona Atzori - ballerina pittrice
Kattolico la controstoria
PEPE on line
vinoemirra
lo stranocomunista


Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom