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  anerella [ ...e quindi uscimmo a riveder le stelle. - Questo BLOG aderisce all'associazione SAMIZDATONLINE) ]
         









anerella
  è  la versione storpiata del mio nome, così mi chiamavano i figli di alcuni amici quando erano molto piccoli.
Loro sono cresciuti, ma il nome mi è rimasto addosso.
 
11.03.05

Che emozione, non tenevo un diario da molto tempo.

Anche se una parte della mia vita è racchiusa in voluminosi diari che custodisco gelosamente sul ripiano alto della libreria.

Racchiudono la storia di un’adolescente che cresce, piange, ride, si scontra con la vita e incontra sulla sua strada persone che sanno tenerle alto lo sguardo.

Raramente, ma è capitato, sono andata a rileggere alcune pagine scegliendole a caso.

Stupendo, a volte i sogni di quell’adolescente si  sono realizzati,  altre volte la realtà ha superato ogni immaginazione giovanile.

In ogni caso, da oggi mi cimento con questo nuovo strumento, il diario nel web.

E’ un po’ come quando la mia compagna di banco,  Dina, contraria ai diari che riteneva segno di infantile immaturità, leggeva “di nascosto” il mio diario, che lasciavo sotto al banco, proprio per permetterle di prenderne visione.
 

Forza, auguratemi buona avventura.




L'idea del blog-diario,  è nata dal ritrovamento casuale, di un quadernino a righe con la copertina rosa.
Diario di un'esperienza... recita la prima pagina.
Era il 1999 ed un gruppo di ragazzi  allora adolescenti stavano trascorrendo una vacanza in autogestione a MONTESPLUGA. Su quel quaderno, alcuni di loro hanno scritto i loro progetti per il futuro, le loro speranze ... più avanti, assicurando l'anonimato degli scrittori, mi riservo di riportare alcuni brani di quei propositi giovanili, che in fondo rivelano come il futuro sia frutto di un presente.







3 maggio 2011

Osama Bin Laden è morto. Giustizia è fatta?n

«Osama Bin Laden è stato ucciso. Giustizia è fatta». L'annuncio del presidente americano Barack Obama in diretta tv, scuote gli Stati Uniti e rimbalza nei cinque continenti. Il ricercato numero uno al mondo, il simbolo del terrore, l'uomo che ha incarnato il Male a partire dalla terribile strage dell’11 settembre di 10 anni fa a New York, è morto.
Che dire, sarò contro corrente, io non so gioire per una persona morta. Capisco il desiderio di giustizia che passa per l’eliminazione di chi ha perpetrato tanto male, comprendo che ci sono uomini che catturati vivi e processati rischiano di diventare un’icona fondamentalista.
La mia fede è fragile e quindi non sono nemmeno certa che ci sia per tutti gli uomini la possibilità di cambiare, credo che ci siano certi uomini dove il male, il demonio hanno messo casa, penso a terribili carnefici che liberati o fuggiti hanno reiterato le loro atrocità. Ma un uomo che augura la morte o la procura ad un altro essere umano per me è come se abdicasse alla sua umanità.
Non penso che la morte di Bin Laden ci faccia sentire più al sicuro dal fondamentalismo islamico, siamo tutti più vulnerabili. Ma penso anche che ci sia un altro islam, con la faccia pulita, più pericoloso del fondamentalismo violento, perché più subdolo, perché sembra non chiedere uno sforzo, una reazione, anzi, ogni reazione la fa apparire in gesto di razzismo, di ribellione.
Penso ai musulmani che senza chiedere permesso si inginocchiano sulla piazza del Duomo in preghiera, al muezzin che alla periferia di Milano, da un altoparlante eletto a minareto invita alla preghiera “Allah è grande! Testimonio che non vi è altro Dio se non Allah! Testimonio che Maometto è l’inviato di Allah!”, diceva in lingua arab.
Credo che sarà questo islam apparentemente moderato a crearci dei problemi, perché non cerca un’integrazione, una mescolanza di culture e tradizioni, ma la sottomissione di noi “infedeli”.
E noi distratti, incerti e confusi, guardiamo a questo islam con indifferenza o con simpatia, nella certezza di molti che l’accoglienza non chieda il rispetto delle leggi di chi accoglie, ma anzi, chieda a chi accoglie di abdicare alle proprie leggi, alla propria tradizione, in segno di un mal interpretato rispetto.
Insomma Bin Laden è stato ucciso, ma il relativismo prospera.


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permalink | inviato da anerella il 3/5/2011 alle 11:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa


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