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  anerella [ ...e quindi uscimmo a riveder le stelle. - Questo BLOG aderisce all'associazione SAMIZDATONLINE) ]
         









anerella
  è  la versione storpiata del mio nome, così mi chiamavano i figli di alcuni amici quando erano molto piccoli.
Loro sono cresciuti, ma il nome mi è rimasto addosso.
 
11.03.05

Che emozione, non tenevo un diario da molto tempo.

Anche se una parte della mia vita è racchiusa in voluminosi diari che custodisco gelosamente sul ripiano alto della libreria.

Racchiudono la storia di un’adolescente che cresce, piange, ride, si scontra con la vita e incontra sulla sua strada persone che sanno tenerle alto lo sguardo.

Raramente, ma è capitato, sono andata a rileggere alcune pagine scegliendole a caso.

Stupendo, a volte i sogni di quell’adolescente si  sono realizzati,  altre volte la realtà ha superato ogni immaginazione giovanile.

In ogni caso, da oggi mi cimento con questo nuovo strumento, il diario nel web.

E’ un po’ come quando la mia compagna di banco,  Dina, contraria ai diari che riteneva segno di infantile immaturità, leggeva “di nascosto” il mio diario, che lasciavo sotto al banco, proprio per permetterle di prenderne visione.
 

Forza, auguratemi buona avventura.




L'idea del blog-diario,  è nata dal ritrovamento casuale, di un quadernino a righe con la copertina rosa.
Diario di un'esperienza... recita la prima pagina.
Era il 1999 ed un gruppo di ragazzi  allora adolescenti stavano trascorrendo una vacanza in autogestione a MONTESPLUGA. Su quel quaderno, alcuni di loro hanno scritto i loro progetti per il futuro, le loro speranze ... più avanti, assicurando l'anonimato degli scrittori, mi riservo di riportare alcuni brani di quei propositi giovanili, che in fondo rivelano come il futuro sia frutto di un presente.







28 febbraio 2011

Yara, campane a festa per un angelo

Il parroco di Brembate Sopra, don  Corinno ha fatto suonare le campane a festa, ad ogni ora per tutto il giorno, perché “Yara è un Angelo e quando c’è un nuovo angelo bisogna festeggiare”
 

Yara Gambirasio, 13 anni, poco più di una bambina, il viso acqua e sapone, il sorriso metallico di chi porta l’apparecchio in attesa di sfoggiare un sorriso adulto allineato e bello. Sparita nel tragitto dalla palestra a casa il 26 novembre e ritrovata il 26 febbraio a meno di nove chilometri da casa in un campo, il corpo accoltellato, ancora i suoi abiti adosso.

Ricerche, ipotesi, indagini, tutti abbiamo sperato fosse ancora viva, magari segregata in qualche luogo, una fanciulla da liberare come accade nelle fiabe, ma tutti con il passare dei giorni, abbiamo temuto  in silenzio  che quell’assenza fosse presagio di una fiaba che non avrebbe avuto il lieto fine.
Così è stato.
Trovata per caso, da qualcuno che pensava di passare un pomeriggio spensierato tra i cambi di Chignolo D'Isola a far volare un aeromodello e  si è trovato suo malgrado, protagonista di un ritrovamento che di certo non scorderà.

Non ci sono parole capaci di esprimere lo sdegno, lo sconforto e l’orrore,  nel sapere che esistono persone capaci di tanto male, non ci sono parole adeguate a consolare il dolore di una famiglia che ha vissuto questi mesi con una dignità esemplare, salvaguardando gli altri figli da quello che spesso in casi simili si trasforma in un circo mediatico privo di scrupoli e pudore, che in nome del diritto ad informare calpesta la dignità delle vittime e dei più fragili.

Poche immagini di questa bimba sono circolate, ma che ce l’hanno fatta sentire un po’ figlia nostra, Yara, casa , scuola, oratorio e palestra.
La guardi e pensi che è un po’ figlia tua e che è terribile solo immaginare che ci sia per strada, una persona capace di tanta malvagità, capace di infierire su una bambina con un coltello, di non fermarsi davanti alle sue grida, alla sua paura, al suo sgomento, una persona incapace di umana pietà.

Presto gli esperti ci spiegheranno la psicologia dell’orco, ma noi siamo qui a chiederci che faccia abbia un mostro capace di infliggere tanto orrore, un mostro che ancora è per strada, siamo a chiedere che sia scovato e rinchiuso, allontanato da tutte le Yara del mondo.
In questo momento solo l’educazione ricevuta ci impedisce di cercare di lenire il dolore con il desiderio di vendetta, la pietà e la condivisione del dolore con la famiglia Gambirasio ci inducono a pregare perché la loro famiglia rimanga unita, abbiano la forza di reagire, di elaborare il lutto, di non perdere la fiducia negli uomini e nel domani.

Ma chiediamo sia fatta giustizia, perché ci sono altre Yara che escono da scuola,  vanno in palestra o a spasso  con le amiche e noi che siamo adulti,  viviamo la paura di non saperle custodire.

In un mondo fatto di cellulari e di tecnologia, dove quando il telefono squilla non diciamo più “pronto” ma, “dove sei?” , le tragedie come questa ci dicono che di fronte al malvagio i nostri figli sono soli, noi siamo soli, che il male è in noi e che solo la coscienza di essere amati, voluti, perdonati ci educa al bene, rendendoci uomini e non orchi, capaci di vedere il male e di non sceglierlo.
 


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29 novembre 2008

Canzone per Eluana

 

foto www.culturacattolica.it

Quante parole in questi mesi sul dramma di Eluana Englaro. Professori, giudici, politici, preti, intellettuali (chi in buona fede, chi un pò meno) hanno sentito il dovere morale e professionale di intervenire.
Anche noi non ci siamo tirati indietro, avendo sempre davanti la figura di un padre, così comprensibilmente rassegnato, da non accettare più nessun aiuto, neanche dalle suore che accudiscono Eluana , in ospedale.
Su questo dramma, un nostro amico, Gianluca Zappa si è espresso scrivendo una canzone : oltre le polemiche e le nostre meschinità : eccola

- "Canzone per Eluana"




20 novembre 2008

ABBIAMO FAME E SETE...

La menzogna chiama la vita "un inferno" e la morte "una liberazione"

Tre le modalità di adesione e sostegno alla e-campagna promossa da SAMIZDATONLINE


- sottoscrivendo la “Petizione” online  
http://www.mpv.org/mpv/download/petizione/PETIZIONE.html

- aderendo all’iniziativa proposta da CulturaCattolica.it "Una candela accesa per Eluana"  http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&id_n=10323&Pagina=2&fo

- inviando una mail personale al Presidente della Repubblica ed a vari giornali  http://www.samizdatonline.it/node/536


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13 novembre 2008

UN LUME PER ELUANA...

Accendiamo un lume su tutte le finestre, perché nessuno dimentichi che c’è una donna che sta morendo, lo ha stabilito la legge, infischiandosene di chi voleva prendersene cura. La chiamano libertà, ma è omicidio.Invitate anche i vostri amici a questo gesto, una candela accesa sulle finestre, anche su quelle virtuali – blog, siti, giornali…

 

Definitivo il decreto della Corte di Appello di Milano che autorizza a sospendere l'alimentazione artificiale che tiene in vita la ragazza. Soddisfatto il padre che dichiara: "E' la conferma che viviamo in uno stato di diritto".


PREGHIERA PER ELUANA ENGLARO

O Dio, amante e fonte della vita, noi ti lodiamo, ti glorifichiamo, ti
diciamo la nostra gratitudine ammirata e gioiosa per il dono della
nostra vita e per il dono della vita di ogni uomo, anche di chi sente
la vita solo come un peso ed una croce. Noi crediamo, o Signore,
che nessun uomo viene al mondo per caso, ma che ogni uomo è
sempre il termine vivo e personale del tuo amore di Creatore e di
Padre.
Da te illuminati, o luce del mondo, fa che sappiamo scorgere il
riflesso dello splendore del tuo volto, di te o Dio che sei Bellezza
infinita, sul volto di ogni uomo, sul piccolo volto che si sta formando
del bambino non ancora nato, sul volto triste di chi è colpito dalla
malattia e dal dolore, dalla solitudine e dall'emarginazione, sul volto
stanco dell'anziano e di chi sta per morire. (Mons. Dionigi Tettamanzi)

Ora cosa faranno?
Non ci sono “spine da staccare”, si dovrà smettere di alimentarla, di darle da bere.
La sederanno perché non soffra troppo la fame e la sete, sicuri che se questo gesto è permesso per legge sia un gesto giusto, buono, sacro?

Questo vuol dire vivere in uno Stato di diritto?

Quale diritto? Quello di smettere di alimentare una donna, quello di lasciare che la sua vita se ne vada piano, che si spenga come un lume acceso che ostinatamente ripete che la vita c’è.

Può un giudice "spegnere il lume", può un uomo arrogarsi questo potere?
Può un giudice chiamare l’eutanasia, perché di questo si tratta, in un altro modo e renderla possibile?

E tutte le altre Eluane?

E Moira, di cui abbiamo parlato nei mesi scorsi, dovranno sperare che nessuno si rivolga alla legge?
Che il sole baci ancora il loro giovane volto, che le carezze di madri premurose solchino il loro viso, che i baci di chi le ama si posino sul loro collo incuranti di come va il mondo.
Chi sostiene la sfida delle loro famiglie?
Quel quotidiano amare, accudire, cantare, raccontare, il loro coraggioso andare controcorrente, contro chi ritiene che il custodire quelle figlie, quei figli così "faticosi" sia gesto inutile.

Che ce ne facciamo di uno Stato di diritto che serve a stabilire che ci sono vite e vite, questa è una breccia nel muro che sposta il confine e domani chissà.
Qualcuno potrà dire che quando eravate sani e attivi vi lasciaste sfuggire in una conversazione che piuttosto che affrontare gli acciacchi della vecchiaia avreste preferito morire e questa dichiarazione potrebbe esservi fatale.




9 settembre 2008

Intanto cominciamo a vivere. Storia di Mario

Mario Melazzini intervistato da Ricky Memphis


"Perchè proprio a me, cosa ho fatto, cosa devo dimostrare?"
"Quando è successo a me ho pensato al suicidio assistito..."
"Penso alla morte in un modo sereno, intanto cominciamo a vivere"


Racconta la sua malattia, la sua vita, il rapporto con i suoi tre figli e con sua moglie...il pensiero della morte, la rabbia, il dolore, la speranza... la sua amicizia con il cantante Ron (Rosalino Cellamare)... Ho visto Melazzini al Meeting di Rimini ad agosto, quello che colpisce sono i suoi occhi, la sua serenità, quando non puoi più muovere i tuoi muscoli, quando comunicare diventa difficile, gli occhi non mentono. 
Guardatelo questo video, perchè dopo uno non può far finta di non sapere, non può non porsi domande...   GUARDA


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18 luglio 2008

Eluana

17 luglio 2008
Niente comizi sul sagrato del Duomo di Milano, ma gente comune che porta una bottiglia d’acqua.
Un segno, un gesto per dire che mangiare e bere non possono essere considerate cure, e tanto meno accanimento terapeutico.

Alle 18,30 arriva Giuliano Ferrara direttore de Il Foglio accompagnato da Antonio Amicone direttore di Tempi.
Sono venuti a deporre la loro bottiglia d’acqua perché davanti a certe cose tacere è aggiungere omertà a un delitto.
Ha detto Ferrara “di tutte le testimonianze e le opinioni difformi dalla sua, la più importante è quella delle suore Misericordine. Quando senti che c’è una comunità di persone che con spirito d’affetto, d’amore e carità sono disposte a conservare il calore di tua figlia … cos’è il diritto davanti al fatto, che c’è chi vuole prendersi cura di Eluana? Distrugge il diritto questa passione di carità”

GUARDA IL VIDEO


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22 giugno 2005

REFERENDUM - Grazie a chi non è andato a votare... ripartiamo da qui.

Dopo il referendum

Non è stata una battaglia fra laici e cattolici - Contro le posizioni dei referendari si sono schierati Giuliano Ferrara, Marcello Pera e Oriana Fallaci, tutti sbrigativamente etichettati come clericali, ma erano contro molti altri non cattolici, ne citiamo alcuni: Angelo Vescovi, Hiltrud Breyer (deputata verde,  presidente dell'intergruppo di bioetica in seno al Parlamento europeo) e i 'Bertinotti del mondo', Eugenia Roccella  (già leader del Movimento della liberazione della donna e Radicale), Pietro Barcellona (ex-deputato del Pci. Membro del Consiglio superiore della magistratura dal '76 al '79), Enzo Tiezzi (laico e di sinistra, insignito della medaglia d’oro Prigogine, una sorta di premio Nobel dell’ambientalismo) e Italo Sandi (DS).

No, non è stata una battaglia fra laici e cattolici, anche se Scalfari  aveva affermato che il voto avrebbe riguardato il “potere temporale della gerarchia ecclesiastica sulla vita politica della società e dello Stato”. Piuttosto è stata una battaglia fra laici (cattolici e atei) e laici-giacobini.

I cattolici hanno lottato uniti - La parte preponderante del mondo cattolico si è riconosciuta nelle posizioni proposte dalla CEI. ADISTA si è chiamata fuori e ha diffuso un Appello per il rispetto della sacralità della coscienza che ha avuto 1385 adesioni.

I 'grandi giornali'. Un re nudo? - Il Corriere della Sera (alcuni dicono 'della Notte'), Repubblica, La Stampa, erano schierati per il si: non sembra abbiano convinto molti dei loro lettori. Viene il sospetto che le opinioni dei grandi opinionisti non siano poi così condivise.

Hanno perso maleRichiami a San Tommaso  (è inutile obiettare - scrive la Fallaci - che San Tommaso d'Aquino visse nel 1200, che di genetica se ne intendeva quanto io mi intendo di ciclismo e pugilato), denunce a Ruini  (archiviate dal GIP) e a Marcello Pera, inviti  ai cattolici a denunciare i preti che avessero preso posizione per l’astensione e registrazione  delle omelie, non – si presume – con pie intenzioni.

Se l'ONU approva una dichiarazione contro la clonazione umana, allora questa è totalmente priva di qualsiasi autorevolezza e marca solamente una posizione ideologica dettata da credo religiosi.

Invito all'astensione. Accuse da parte di molti, fra cui Michele Ainis di impiegare «trucchi, espedienti, scorciatoie» pur di raggiungere lo scopo e di affossare lo strumento referendario. Poco importa se, come ammette sempre Michele Ainis:«fu proprio il profeta dei referendum, Marco Pannella, a formulare il primo appello all’astensione», e se autorevoli sostenitori del referendum dichiaravano in un loro manifesto, nel 2003: «non votare un referendum inutile e sbagliato è un diritto di tutti».

Cose da non fare - Non urlare: tutti siamo stanchi dei toni apocalittici di questi profeti del 'medioevo prossimo venturo'. Non perdere il contatto, noi laici-cattolici, con i laici-atei che hanno coraggiosamente combattuto una battaglia in cui credevamo tutti. Non cambiare la legge 40 se non dopo averla sperimentata per un tempo ragionevole. Non pretendere di modificare la legge 194:«Certamente siamo contro l'aborto, ma non vogliamo modificare la legge. Auspicheremmo soltanto che nella sua applicazione si tenga conto il più possibile della circostanza di favorire la vita»

Un ringraziamento - Ringraziamo gli amici che abbiamo incontrato su Internet, con i quali intendiamo rimanere in contatto e che, prima o poi, speriamo di incontrare di persona

grazie




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19 giugno 2005






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13 giugno 2005



Ha vinto il popolo.

Quel popolo troppo spesso incompreso e bistrattato, usato e inascoltato.

 

Siamo contenti, abbiamo vinto, ma non era questo lo scopo principale del nostro lavoro era la difesa della vita dall’inizio alla fine, per cui, siamo contenti, ma non finisce qui, c’è un lavoro culturale che continua, questi referendum sono stati un segno e un’indicazione per tutti.

Chi non vuol capire non capirà.

Siamo contenti del risultato, ci divertono i commenti dei politici alla televisione, quel far ricadere sul popolo che quando non li accontenta è “bue”, il peso di una loro sconfitta.

Qui bisogna ricominciare ad educare, a parlare al cuore di quel popolo che non si è lasciato abbindolare, né dai luminari della scienza che promettevano miracolose guarigioni, né dai politici, dai parolai e da tutti quanti cercavano di spacciare per progresso e per vittoria delle donne, l’abolizione di una legge che avrebbe solo reso più ricchi i centri d’inseminazione artificiale, le cliniche e le case farmaceutiche e chi non vedeva l’ora di mettere le mani sui brevetti per i pezzi di ricambio umani.

 

Non sono serviti gli appelli delle belle donne, né dei professori da 300 euro a visita, ha vinto la gente.

Lasciate pure che Prestigiacomo e compagni diano la colpa all’ignoranza, alla disinformazione, alle televisioni (ma avete assistito ai catechismi di Costanzo, mattina dopo mattina a favore del SI?), dimostrano solo di non avere capito nulla, la gente non è ancora disposta a mettere nelle mani della scienza, il potere di dare la vita e la morte.

Lasciate che dicano, se non hanno capito  non capiranno, qui c’è un popolo che i politici hanno perso di vista, non è stato raggiunto il quorum nemmeno nella rossa Emilia e nemmeno in Toscana (a parte un piccolo paese che ha vinto la medaglia rossa), qualcosa vorrà dire.

 

L’unico che ha guardato in faccia la realtà e bisogna dargliene atto, è stato Capezzone: "Abbiamo perso",  è lo stesso che aveva detto: "La stragrande maggioranza degli italiani non vuole questa legge", e la stragrande maggioranza degli italiani gli ha dato torto.

 

Non si può usare la gente, non si possono strumentalizzare le masse, che sono buone se sfilano al tuo fianco e  diventano ottuse, se non vanno a votare al referendum.

 

La legge 40 non sarà abolita per voto popolare, va applicata e valutata  con serenità.

Ognuno torni a casa con la coda fra le gambe o con le braccia alzate in senso di vittoria.

Noi, continuiamo da dove siamo, a vivere ed a educare, a guardare la realtà nella sua interezza a non farci guidare dal sentimentalismo, ma dalla realtà anche se infinitamente piccola, perché chi non sa difendere la vita quando è microscopica non la saprà amare poi.

 

 

 




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5 giugno 2005

Oriana Fallaci, il coraggio di guardare il vero.

In un lungo intervento sul 'Corriere della sera' Oriana Fallaci si dice convinta che dietro il referendum sulla legge 40 ci sia 'un progetto, anzi un proposito inaccettabile e terrificante. Il progetto - scrive - di reinventare l'uomo in laboratorio, trasformarlo in prodotto da vendere come una bistecca o una bomba'. 'Bando alle chiacchiere e alle ipocrisie - prosegue la Fallaci - Se al posto di Birkenau e Dachau eccetera ci metti gli Istituti di ricerca gestiti dalla democrazia, se al posto dei gemelli vivisezionati da Mengele ci metti gli embrioni umani che dormono nei congelatori, in discorso non cambia'.

"io credo che fin dal momento in cui lo spermatozoo feconda l’ovulo e la cellula primaria diventa due cellule poi quattro poi otto poi sedici insomma prende a moltiplicarsi, noi siamo ciò che saremo. Cioè esseri umani. Forse non ancora persone, visto che una persona è il risultato dell’essenza innata e delle esperienze acquisite dopo la nascita: ma di sicuro un essere umano. L’embrione che sboccia nell’ovulo d’un pidocchio è un pidocchio. L’embrione che sboccia nell’ovulo di un cane è un cane. ( L’esempio del cane lo porta anche monsignor Sgreccia). L'embrione che sboccia nell’ovulo di un elefante è un elefante. L’embrione che sboccia nell’ovulo di un essere umano è un essere umano e non me ne importa nulla che stavolta la mia opinione coincida con quella della Chiesa Cattolica. Con quella di Papa Wojtyla e di Papa Ratzinger, con quella del Cardinale Ruini, dei vescovi, degli arcivescovi, dei preti che si opposero al divorzio e all’aborto




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4 giugno 2005

Da un molare nascerà una dentiera?

Susanna Tamaro contro Dolcenera, ambientalisti contro Verdi... sono gli uktimi giorni verso i referendum, ma questo affannarsi non giustifica certe affermazioni.
Fabio Fazio:“Si è mai sentito parlare di far west legislativo per i dentisti? Si è mai sentito imporre a un dentista il numero massimo di denti da estrarre?”.
Se paragonate un molare cariato ad un embrione, allora non ci siete proprio. Allora siete proprio in malafede, vi aspettavate che da un embrione nascesse una dentiera?




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23 maggio 2005

Meno male che ci sono gli amici

GATTACA - LA PORTA DELL'UNIVERSO


Questo Film me lo ha consigliato un'amica.
L'ho visto e lo consiglio a tutti, ma soprattutto a chi vorrebbe andare a votare SI o anche solo andare a votare.
Dopo l'approvazione della legge sull'aborto spesso capita che a chi mette al mondo un bambino non sano venga chiesto: "ma non hai fatto l'amniocentesi?" (sottinteso, se lo sapevi te ne liberavi prima).

In un futuro non troppo lontano, potrebbe essere un delitto fare un figlio con l'uomo amato, nel modo più antico della storia, troppo antico e con poche garanzie... guardatevi il film.

GATTACA - LA PORTA DELL'UNIVERSO

Regia: Andrew Niccol

Musica: Michael Nyman

 (USA, 1997)Durata: 112'

Distribuzione home video: COLUMBIA TRISTAR HOME VIDEO

 

PERSONAGGI E INTERPRETI

Vincent / Jerome: Ethan Hawke

Irene: Uma Thurman

Direttore Josef : Gore Vidal

Investigatore Hugo: Alan Arkin

Caesar: Ernest Borgnine




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20 maggio 2005

Battaglia laici cattolici? FALSO problema.

Pare che in gioco non ci sia la difesa della vita sin dal suo concepimento.


La difesa della salute della donna.


Il tentativo di non abrogare regole che sono a garanzia di quei  bambini che nasceranno da fecondazione artificiale, sapendo chi è la madre e chi è il padre.


Sui giornali si discute se si tratti di una contrapposizione tra cattolici e laici.

Ma quando mai!

Il nostro è un paese laico, dove i cattolici sono una minoranza, basta vedere l’esito del referendum sulla Legge 194.

Essere cattolici e votare contro la vita, è come  dirsi astemi e ubriacarsi tutte le sere.


Pertanto miei cari, non si tratta di battaglia tra cattolici e laici, si tratta di una battaglia di civiltà come ebbe a dire qualche ateo che si definisce cattolico solo per battesimo.
(Poi ci sono quelli che si definiscono cattolici e favorevoli, alla clonazione, alla fecondazione artificiale, all’aborto ecc…..)

 

  1. E’ lecito alla scienza fare tutto ciò che sa fare, infischiandosene degli embrioni?
  2. E’ lecito “sperimentare” sulle donne con più leggerezza di quanto non si faccia sulle cavie da laboratorio?
  3. E’ lecito mettere al mondo figli che da adolescenti andranno alla ricerca del padre e della madre biologici?
  4. Certo ci sono gli orfani, ma crearli apposta è cosa buona?

A questo dobbiamo rispondere.




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15 maggio 2005

Giuliano Ferrara - Giancarlo Cesana

Palalido di Milano gremito, inizia da qui il tour di TEMPI e il Foglio in difesa della vita dal suo nascere, in difesa dei diritti umani, perché come dirà Ferrara nel suo intervento: “Non è una battaglia sui costumi dell’uomo contemporaneo (…) è una battaglia contro i diritti umani.”

 

“La vera bomba atomica del XXI° secolo è l’uomo che si sente onnipotente”

Non sono un predicatore e nemmeno un cattolico se non per cultura o per battesimo, (…) ma dev’essere successo qualcosa se sempre più spesso si finisce con questa specie di esercizi spirituali laici.

 

E’ successo che molta “gente di mondo” che qui non verrebbe mai, ha intrapreso una formidabile  CROCIATA contro i diritti umani. (…) Quando decreti una crociata contro il diritto a nascere a svilupparsi e a crescere, ci dovrà pur essere qualcuno tra i laici disposto ad andare in parrocchia, con Comunione e Liberazione, con i Buddisti con chi capita a lottare contro questa crociata.

 

Puoi essere relativista quanto vuoi in filosofia, ma quell’essere umano non puoi usarlo per altri scopi che non siano quelli di farlo crescere.

 

Questa legge (la legge 40/2004 ndr) è un compromesso, ma è una legge che funziona, che permette di avere figli con la fecondazione artificiale




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14 maggio 2005

CARA PROVETTA... qui c'è gente che ci rimette un sacco di soldi...ora è tutto più chiaro

"ragazzi qui c'è  gente che ci rimette un sacco di soldi, case farmaceutiche, industrie di prodotti cosmetici, ginecologi e cliniche, i famosi "donatori" di sperma o di ovuli che in realtà sono venditori... qui ballano un sacco di soldi, altro che difesa della salute della donna, libertà di procreazione ecc... "

Sul numero di aprile 2005 di «Studi cattolici» il costituzionalista Aldo Loiodice ha pubblicato un articolo dal titolo inquietante: «I "miliardari della provetta". Aspetti mercantili della Fivet». Stralci: «Con la donazione di ovociti (i costi, ndr) si aggirano sugli 8.000 euro per il primo tentativo e crescono via via sino a superare i 20.000 euro. Vi sono cataloghi dei donatori, con foto, storia sanitaria e albero genalogico.

Altro costo riguarda la diagnosi preimpianto per verificare se l'embrione è portatore di gravi malattie (anche se ciò arreca danno allo stesso embrione); (...): intorno ai 6.000 euro. (...) l'intera procedura raggiunge livelli non attingibili da tutti gli utenti (specie quelli a reddito fisso)». Ancora: «La restrizione normativa degli utenti alle sole coppie sterili (...) inpedisce che i "capricci" della provetta possano sollecitare anche le coppie fertili, rendendo più ricco il mercato della provetta».

Ancora: «Al momento, non sono ancora emersi, nel dibattito in corso, tuti gli interessi e le prospettive che, in effetti, vengono in gioco; per esempio, l'aspetto più nascosto (quasi difeso) è quello che si veste della tutela costituzionale per la libertà di ricerca per coprire la sua vera natura di esigenza di ampliare la libertà d'impresa reclamata (tramite la ricerca) dalle case farmaceutiche, dalle case cosmetiche, dalla case di cura private e dai ginecologi interessati».

Ancora: «Le regole poste da tale normativa (la legge 40/2004 oggetto di referendum abrogativo, ndr) hanno infatti chiuso i mercati collegati alla fecondazione, quali (...) quelli degli spermatozoi, degli ovuli, degli uteri in affitto con vera e propria prostituzione (che equivale a far mercato di sé)». Ancora: «(...) la ricerca su staminali non embrionali è l'unica acclarata scientificamente con guarigioni accertate». Invece, «l'uso delle cellule staminali embrionali, fin ad ora mai tentato neppure in via sperimentale sull'uomo, si è dimostrato cancerogeno nella sperimentazione animale (in corsivo nel testo, ndr)».





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13 maggio 2005

Con quel ..."sorriso"... può chiedere ciò che vuole.

Non vorrete togliere ad una bella donna, che a quarant’anni sente scoccare l’orologio biologico la possibilità di diventare madre?

Certo che no.

A quarant’anni non vorrete che perda tempo con il metodo tradizionale e naturale di procreazione?

E se poi non resta gravida subito?

E se poi perde tempo con una gravidanza che magari rivela un figlio non perfetto?

Esami, diagnosi, aborto…

La scienza signori, abbiamo la scienza .

Fecondazione artificiale, analisi dell’embrione, scarto degli embrioni indegni e se la fortuna ci assiste, perché anche la scienza non può garantire la riuscita al 100% ma solo al 20/21%, ma se ci riescono, sai che razza di articoli sui giornali? Sai che servizi fotografici e che ritorni pubblicitari, per la Ferilli e per  chi fa fecondazione?

Caro dio business.




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12 maggio 2005

Legge 40 in sintesi.

La legge sulla procreazione assistita in sintesi

 

Accesso alla procreazione assistita

Consentito solo nei casi di sterilità o infertilità documentata e non risolvibile terapeuticamente

 

Quali coppie possono accedere alla fecondazione assistita?

Coppie maggiorenni di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile. No ai single, ai gay, alle mamme nonne e alla fecondazione post mortem.

 

No all'eterologa

Vietata la fecondazione eterologa, cioé con seme di persona estranea alla coppia

 

Consenso informato

Informazione alle coppie dei possibili effetti sanitari e psicologici e dei costi dell'intera procedura. Entrambi i soggetti devono esprimere per iscritto la volontà di accedere alle tecniche di procreazione assistita

 

Tutela del nato e del nascituro

Si assicura il diritto a nascere del concepito. I bambini che nasceranno saranno figli legittimi della coppia o acquisiranno lo status di figli riconosciuti della madre o della coppia stessa

 

Strutture autorizzate

Strutture pubbliche o private autorizzate dalle regioni e iscritte in un apposito registro

 

Embrioni e sperimentazione

Vietate sia la sperimentazione sugli embrioni sia la clonazione umana. Ricerca clinica sull'embrione solo se finalizzata alla tutela della sua salute e del suo sviluppo

 

Limiti alla produzione di embrioni

E' possibile produrre il numero di embrioni necessario a un unico e contemporaneo impianto, e comunque non più di tre.

 

Diagnosi preimpianto

Ogni indagine relativa allo stato di salute degli embrioni creati in vitro dovrà essere di tipo osservazionale. Qualora dall’indagine vengano evidenziate gravi anomalie irreversibili dello sviluppo di un embrione, il medico responsabile della struttura ne informa la coppia . Ove in tal caso il trasferimento dell’embrione, non coercibile, non risulti attuato, la coltura in vitro del medesimo deve essere mantenuta fino al suo estinguersi.

 

Sanzioni

Previste sanzioni amministrative, civili e penali rapportate alla gravità delle violazioni delle disposizioni della legge

 

Crioconservazione

Consentita solo quando il trasferimento nell'utero degli embrioni non risulti possibile per gravi e documentati problemi di salute della donna che non erano prevedibili. Gli embrioni possono rimanere congelati fino alla data del trasferimento, da realizzare non appena possibile




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11 maggio 2005

Eventi: SABATO 14 a MILANO

Sabato 14 maggio 2005 ore 16,30
Milano - Palalido - p.le Stuparich 1
TEMPI   e   IL FOGLIO
presentano
FRATELLO EMBRIONE SORELLA VERITA'
il nostro  NO  alla dittatura del relativismo
intervengono
Giancarlo Cesana  - Giuliano Ferrara
Un'occasione per chiarirsi le idee non solo per quanto
riguarda i referendum, ma anche per capire dove
la nostra società ci sta portando




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5 maggio 2005

Cari laici, rileggete Bobbio

Essere laici e saper guardare in faccia le cose non è un delitto, ma la prova di una vera e sana laicità. 
Un articolo di Socci apparso ieri su - Il Giornale - ci da la posibilità di riflettere su questo "accanimento laicista" che in occasione della Legge 40, come già accaduto per la Legge 194 (aborto), censura il vero pur di sostenere la sua tesi.


Cari laici, rileggete Bobbio

 

Antonio Socci

 

Tempo fa discutendo con Pierluigi Battista e poi con Paolo Mieli ricordai un’espressione di Dostoevskij: “se Dio non c’è tutto è permesso”. I miei interlocutori invece protestarono che la cultura laica era perfettamente in grado di accettare e praticare quei valori morali e quei diritti umani che fondano una civiltà e non era affatto condannata a finire per forza tra le braccia di Nietzsche.

 

Non nego che il tentativo speculativo di fondare un’etica laica sia stato fatto e da pensatori molto autorevoli: a partire da Kant fino a Norberto Bobbio. Ma che fine hanno fatto costoro? Dove sono finite le loro riflessioni – per esempio - nell’attuale discussione sulla legge 40 (sulla fecondazione artificiale) e i referendum radicali? Me lo chiedo dopo aver letto gli interventi di Massimo D’Alema, di Adriano Sofri, quelli di Giuliano Amato e di Luciano Violante, quindi quattro personalità importanti e significative. Me lo chiedo dopo aver constatato la linea del Corriere della sera sui referendum. Non c’è traccia né di Bobbio né di Kant.

 

Nessuno che ci abbia spiegato – per dire – che fine faccia l’imperativo categorico di Kant (non trattare mai un essere umano come mezzo, ma sempre come fine) quando si pretende di trasformare in cavie gli embrioni (a proposito dei quali, chi ha dubbi circa la qualifica di persone, dovrebbe almeno applicare il laico ed ecologico “principio di precauzione”). (...)

 

Al contrario i suoi presupposti filosofici ed etici si trovano proprio nel pensiero della personalità più rappresentativa della cultura laica italiana: Norberto Bobbio. Lo posso dimostrare. Il professore rilasciò un’importante intervista a Giulio Nascimbeni pubblicata l’8 maggio 1981 dal Corriere della sera. Si era alla vigilia del referendum sull’aborto. Bobbio, estremamente sensibile al tema dei diritti dell’uomo, manifestava il suo grave dissenso con chi proclamava l’aborto una conquista di civiltà.

 

Ripeteva che “non si può essere moralmente indifferenti di fronte all’aborto”. Ma entrava anche nello specifico individuando, nella fattispecie, tre diritti in contrasto. C’è “il diritto della donna a non essere sacrificata nella cura dei figli che non vuole”. Poi c’è “il diritto della società in generale a non essere superpopolata e quindi a esercitare il controllo delle nascite”. Ma c’è “innanzitutto” sottolineava Bobbio “il diritto fondamentale del concepito, quel diritto di nascita sul quale, secondo me, non si può transigere. E’ lo stesso diritto in nome del quale sono contrario alla pena di morte”.

 

Si tratta di tre “diritti incompatibili” tra cui scegliere: “il primo, quello del concepito, è fondamentale” affermò il filosofo, “gli altri, quello della donna e quello della società, sono derivati”. Anche perché – spiegava Bobbio – il diritto della donna e quello della società, “che vengono di solito addotti per giustificare l’aborto, possono essere soddisfatti senza ricorrere all’aborto, cioè evitando il concepimento. Una volta avvenuto il concepimento, il diritto del concepito può essere soddisfatto solo lasciandolo nascere”.

 

Come si sa la posizione di Bobbio non prevalse perché vinse, nella cultura laica, l’argomento – propagandistico – di chi presentava l’aborto come il “rimedio” a un dato di fatto: una gravidanza non voluta in corso. Nessuno però contestò mai a Bobbio la validità del suo giudizio morale e dei principi giuridici da lui enunciati: si fece semplicemente prevalere il fatto che – essendovi nella realtà una serie di gravidanze non volute – la prevenzione (“evitare il concepimento”) non poteva più essere invocata a posteriori e comunque non può essere sempre assicurata nei rapporti sessuali, talora “incontrollabili”.

 

Ma questo argomento fattuale viene completamente a cadere nel caso della fecondazione artificiale: qui la prevenzione è assolutamente certa e totale. Qui non ci sono rapporti sessuali, non ci sono concepimenti non voluti, ma anzi sono tutti ansiosamente e lungamente ricercati in laboratorio, dunque in questo caso la soppressione del nascituro dovrebbe essere totalmente inammissibile anche per un abortista.

 

Infatti il diritto del concepito (una volta che è stato concepito) a nascere (che – ci dice Bobbio - è prevalente su tutti gli altri) non cozza contro il diritto di una madre di rifiutare la gravidanza. Da qui deriva esattamente la filosofia della legge 40: da qui viene per esempio il dovere di generare solo un numero di figli che possono avere una speranza di vivere, perché concepire deliberatamente, in laboratorio, più figli per poi destinarli alla soppressione è più grave di un aborto dovuto a una gravidanza indesiderata (c’è stato infatti un concepimento a freddo, in laboratorio, deliberato da più persone).

 

C’è un passo di quella memorabile intervista di Bobbio che calza a pennello al caso della legge 40. Paradossalmente quel passo – riletto oggi - dimostra che è proprio la legge 194 (quella che legalizzò l’aborto) a contenere anche i principi positivi – almeno se assumiamo l’interpretazione di Bobbio – su cui è costruita la legge 40. Ecco la spiegazione che egli ne dava: “Al primo articolo (della legge 194, ndr) è detto che lo Stato ‘garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile’. Secondo me, questo diritto ha ragion d’essere soltanto se si afferma e si accetta il dovere di un rapporto sessuale cosciente e responsabile, cioè tra persone consapevoli delle conseguenze del loro atto e pronte ad assumersi gli obblighi che ne derivano. Rinviare la soluzione a concepimento avvenuto, cioè quando le conseguenze che si potevano evitare non sono state evitate, questo mi pare non andare al fondo del problema. Tanto è vero che, nello stesso primo articolo della 194, è scritto subito dopo che l’interruzione della gravidanza non è mezzo per il controllo delle nascite”.

 

Dunque, su questo fondamentale principio, la legge 40 non è affatto in contrasto con legge 194: al contrario. Perché quando un concepimento avviene in provetta, organizzato a tavolino, non si può invocare l’argomento del “fatto compiuto” da risolvere a posteriori. Per sua natura il rapporto sessuale non sempre è “cosciente e responsabile”, non sempre avviene “tra persone consapevoli delle conseguenze del loro atto”, ma la fecondazione artificiale sì. Dal momento che vi si ricorre solo per avere bambini è serio e giusto che la legge chieda di essere persone “consapevoli delle conseguenze del loro atto e pronte ad assumersi gli obblighi che ne derivano”. E’ coerente anche con la legge 194.  (...)

 

A chi si stupisse della posizione di Bobbio, rispose lui stesso in quell’intervista: “Vorrei chiedere quale sorpresa ci può essere nel fatto che un laico consideri come valido in senso assoluto, come un imperativo categorico, il ‘non uccidere’. E mi stupisco a mia volta che i laici lascino ai credenti il privilegio e l’onore di affermare che non si deve uccidere”.




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3 maggio 2005

STAMINALI la parola omessa (tra realtà e menzogna)

STAMINALI: la battaglia della disinformazione.

 

 

Il 30 aprile 2005 l’agenzia ANSA diffonde questa notizia:

 (ANSA) - LONDRA, 30 APR - Una tecnica chirurgica d'avanguardia, che utilizza l'impianto di cellule staminali sull'occhio, ha ridato la vista a diversi pazienti. Un'equipe di specialisti britannici ha rimesso a posto le cornee di diversi pazienti impiantando su questa parte cruciale dell'occhio le staminali fatte crescere in laboratorio: in sette casi, la vista e' tornata a persone rimaste cieche dopo che la loro cornea era stata danneggiata gravemente. 

 

In molti riprendono la notizia e in molti la utilizzano per far passare una menzogna.

Le cellule staminali curano, ma la Legge 40 ferma la ricerca.

 

E’ il contrario.

Dov’è l’imbroglio?

 

Si tratta di una parola, ometterla o scriverla fa la differenza.

 

Le cellule staminali di cui parla l’ANSA sono cellule staminali adulte, create in laboratorio, sono le cellule su cui si fa ricerca da 30 anni, le cellule che danno risultati.

La Legge 40 non impedisce la ricerca, non impedisce che si migliori e si ottengano nuovi successi.

 

Le cellule staminali che NON danno risultati, su cui tutti vogliono poter mettere le mani (sarà una questione di brevetti? Chissà?) sono le cellule staminali embrionali, quelle che non stanno dando risultati, anzi, essendo totipotenti comportano un altissimo rischio di sviluppare tumori.

 

In un’intervista ad Augusto Pessina il cui testo integrale è visibile su www.impegnoreferendum.it si legge:

 

Ma se manipolate, (le cellule embrionali ndr) possono curare?

«Le ricerche in questo campo sono iniziate circa 20 anni fa ma nessuno, finora, è stato curato con queste cellule. Le mettono in vitro per avere cellule da iniettare nella speranza di riabilitare organi e tessuti ma non si è avuto alcun risultato. Quindi è gravemente scorretto far intendere  che se non si fa così si lasciano morire milioni di persone che invece, usando gli embrioni, potrebbero aspirare a una vita lunga e felice. Viceversa, ci sono decine e decine di persone che vengono curate normalmente con le cellule staminali adulte. (…)

E pensare che alla clinica degli occhi di Venezia, prendendo pochissime cellule rimaste vive in un occhio colpito da acido, sono riusciti in 10/12 giorni a ricostruire tutta la cornea che poi è stata trapiantata. Ci sono persone cieche che, dopo 60 giorni, vedono 10 decimi. Pare che l’occhio contenga addirittura 10 mila cellule staminali della retina (dati pubblicati nel 2004 su «Proceeding of the National Academy of Sciences of the United States»). Certo, continuando a studiare si può sperare di curare le tantissime malattie degenerative della retina. Ma oggi è già possibile curare quelle che non hanno origine nervosa – come quelle delle ossa. In Italia sono già 5 i centri che lo fanno: utilizzando le staminali rigenerano le ossa delle vittime di terribili incidenti o di malati di tumore. All’Ospedale Niguarda di Milano, nel Centro grandi ustionati, prendendo piccolissimi brandelli dove la pelle è rimasta viva si è riusciti in 15 giorni a fare pezzi di dieci centimetri quadri che pian piano ricoprono il paziente, e questo grazie alle staminali. Ed è dal 1980 che si fanno trapianti di midollo osseo per le leucemie. Con cosa? Staminali. In campo sperimentale, in Brasile si stanno trattando 600 pazienti cardiopatici con iniezioni di cellule staminali adulte tratte dal midollo. In Portogallo stanno studiando il modo di prelevare dal lobo olfattivo del cervello (la parte anteriore, ricchissima di staminali nervose) le cellule per curare le paralisi che colpiscono sia gli arti inferiori che quelli superiori, cioè le tetraplegìe».

 

Insomma, le staminali adulte stanno dando grandi risultati. Le embrionali no.

«Quindi qualcuno potrebbe dire: dateci la possibilità di studiarle e vedremo. Ma se vogliamo davvero accelerare i tempi – perché il nostro fine è quello di curare – dobbiamo puntare sulle staminali adulte, che funzionano. In più c’è il problema, innegabile, che le cellule embrionali sono difficilmente manovrabili, proprio perché totipotenti, e il rischio tumorale in questo tipo di cellule è altissimo. Quindi anche se fosse una strada percorribile è talmente lunga e irta di rischi che mi sembra logico per chiunque evitarla».

 

Mi pare evidente che c’è un interesse di cui molti, in buona o cattiva fede si fanno paladini, ed è l’interesse a disinformare, parlate pure purché  non vi facciate capire, la gente che pare spaventata per le manipolazioni genetiche sugli alimenti, pare non spaventarsi più di tanto sulle manipolazioni genetiche sugli esseri umani.

Tu chiamala se vuoi disinformazione?




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2 maggio 2005

(2) Se vinceranno i "SI"

    

  • Avremo figli che non conosceranno i loro genitori biologici; potremmo benissimo ottenere, ad esempio, più figli da uno stesso padre biologico, che convivono col rischio di contrarre matrimonio con dei consanguinei (i loro fratellastri biologici).

    Che c'è di male? Dovreste dirmi cosa c'è di bene.




  • permalink | inviato da il 2/5/2005 alle 22:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa



    29 aprile 2005

    (1) - Se vinceranno i "SI" -

  • Potranno accedere alla fecondazione artificiale tutte le coppie, anche quelle non sterili.

    Che c'è di male?

    Che la procreazione artificiale dovrebbe essere un modo per aggirare il problema della sterilità, non quello per snaturare la maternità, che è, e rimane, il frutto dell'amore di un uomo e di una donna.



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    21 marzo 2005

    UDITE UDITE!!! Ciò che non vogliono si dica.

    • Applicazioni terapeutiche che funzionano  SOLO con staminali adulte.
    • Sulle staminali ricavate vivisezionando embrioni  richio TUMORALITA’
    • Pazienti già guariti con  le  STAMINALI ADULTE 
    • Eppure, i sostenitori dei referendum che vorrebbero affossare la legge 40 sulla «fecondazione medicalmente assistita» nel nome dell'illuminismo scientista, al bivio tra le certezze documentate e le incognite gravide di interrogativi etici non hanno dubbi e prendono questa seconda strada

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    • Allora mi chiedo cosa c’è sotto?
    • Perché tanto accanirsi su queste  staminali embrionali che non danno risultati?
    • Non avrà ragione di chi parla di enormi guadagni possibili brevettando i “pezzi di ricambio umani”?.  


    Colate di bugie coperte dai media
    Francesco Ognibene (fonte Avvenire)  
    La finzione si fa ogni giorno più vulnerabile, come un velo sollevato poco alla volta che lascia scorgere porzioni crescenti di realtà. Un giorno si scopre che le sole applicazioni terapeutiche funzionanti sono quelle ricavate da cellule staminali adulte. Un altro che sulle staminali ricavate vivisezionando gli embrioni grava quello che è assai più di un sospetto di tumoralità. Un altro ancora che, malgrado vent'anni di ostinati e onerosi tentativi, dagli embrioni umani non s'è ancora ricavato un solo farmaco efficace, e anche i sostenitori più accesi parlano di lustri di ricerca ancora necessari per arrivare da qualche parte, forse. Sul versante opposto si viene a sapere che si è scoperto un gene capace di bloccare la differenziazione delle staminali adulte e dunque di consentire a ciascuno di disporre di una propria "banca" di ricambi cellulari per danni cardiaci, nervosi, cutanei o epatici. Poi si apprende che in molti ospedali il ricorso a queste cellule estraibili da ciascuno di noi senza danno o pericolo permette già oggi di sviluppare interi fogli di pelle nuova di zecca, pronta al trapianto... Una cascata di certezze documentate, un fiume carsico di evidenze scientifiche. Per farle affiorare in mezzo ai rovi d'una vulgata mediatica superficiale e deviata ci vuole poco: basta volerlo. Quando si tenta infatti di fare il punto sulla ricerca in fatto di staminali da adulto o da embrione si ha la sensazione di aprire una finestra alla quale pochi mostrano un concreto interesse ad affacciarsi. Forse perché sarebbe impossibile non trovarsi davanti agli occhi quella impressionante sequenza di dati di fatto: da una parte protocolli clinici all'opera, ricerche che portano risultati e - udite udite, pazienti già guariti - dall'altra illazioni, auspici, promesse, cambiali in bianco. Eppure, i sostenitori dei referendum che vorrebbero affossare la legge 40 sulla «fecondazione medicalmente assistita» nel nome dell'illuminismo scientista, al bivio tra le certezze documentate e le incognite gravide di interrogativi etici non hanno dubbi e prendono questa seconda strada, coprendosi la fuga dalla realtà con patetiche accuse di oscurantismo talebano contro chi li invita a guardare in faccia le verità della scienza. Curioso, no? È come se delle straordinarie prospettive terapeutiche schiuse dall'uso di cellule staminali adulte la gente - l'opinione pubblica, i lettori di quotidiani, i cittadini votanti - non dovessero sapere nulla. Silenzio, è un segreto, non fate parlare gli scienziati, i primari, i ricercatori, non lasciate affiorare il dubbio sul pesante rischio oncogeno delle staminali embrionali che da solo basterebbe a far rizzare i capelli in testa all'Italia intera. No, non è educato parlarne, non è bello lasciare che altri lo facciano presente. Perché "prima" bisogna che gli italiani mandino bene a memoria le parole d'ordine di quella che appare sempre più scopertamente come una battaglia (di retroguardia) costruita su silenzi ipocriti e sleali. Così i giornali "laici" s'impegnano a dimostrare che le cellule di embrioni sono perfette per affrancare l'umanità da mali orribili, e non si preoccupano di verificare - come dovrebbero - di aver detto proprio tutta la verità. E ogni giorno una nuova colata di bugie viene versata su chi leggendo s'illude di farsi un'idea. Tra gli italiani e la conoscenza della verità sulle cellule staminali c'è un diaframma impastato di ideologia, interessi di bottega, malafede, ignoranza . Qualcuno vuole darci una mano a farlo saltare?    




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    17 marzo 2005

    ASTENSIONE ATTIVA

    Bertinotti invitò al non voto, in occasione del referendum che riguardava l’abolizione del proporzionale.

     

    Fassino in occasione del referendum del 15.16 giugno 2003, (si votava per estendere alle piccole aziende le garanzie dell'art 18) invitava gli elettori - all’astensione attiva – allora diceva:

    «Se un referendum è sbagliato bisogna ridurne i danni,  far mancare il quorum in modo da non pregiudicare misure legislative che affrontino la materia».

    «anche questo atteggiamento (l’astensione n.d.r) esprime una volontà precisa prevista dalla Costituzione», che, infatti, «richiede un quorum per rendere efficace il referendum».

     Se l’astensione era lecita per Bertinotti e Fassino, perché non dovrebbe essere lecito l’invito all’astensione di Ruini e della CEI?
    io  NON mi astengo
    io NON  vado a votare
     

    ed ho le mie buone ragioni.  




    permalink | inviato da il 17/3/2005 alle 22:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa



    11 marzo 2005

    La cura di Elena - quando la malattia ti cambia la vita...

     

    «Certo che parlo volentieri di queste cose. A Luca Coscioni ho anche scritto. Lui però non mi ha mai degnato di una risposta. Peccato». Elena Marchesi, coniugata Paino, professione medico anestesista.

    LA MALATTIA TI CAMBIA LA VITA
    La sclerosi laterale amiotrofica (Sla, nel gergo dei medici) è fatta così. I cinque sensi continuano a percepire tutto come prima, la mente resta lucidissima, i sentimenti e i desideri sono quelli di tutti, ma progressivamente l’attività motoria si arresta. Più passa il tempo, e più tutto diventa complicato, anche funzioni come la deglutizione e la respirazione diventano problematiche. Alzarsi la mattina, fare toilette e vestirsi diventano azioni che occupano quasi due ore e richiedono naturalmente l’indispensabile aiuto di altri.(…). Da un anno e poco più Elena non esce quasi più dalla sua bella casa al sesto piano di un palazzo della periferia sud-ovest di Milano

    Come si fa a stare dentro ad una situazione così difficile senza perdere la voglia di vivere, anzi collezionando scoperte sempre nuove, che accumulano una crescita di senso dentro alle gioie e alle sofferenze del quotidiano? Nel caso di Elena la risposta, semplice semplice, è: con la forza che viene da una fede che cresce. Così descrive la cosa nelle mail agli amici: «Sono sempre più certa che Nostro Signore mi vuole bene, anche se a suo tempo avrò qualche domanda da fargli! Mi sto accorgendo che abbandonarmi al Suo volere mi toglie ansia e paura, ma questo è reso possibile anche dalla catena di amici che pregano per me».
    «Il Signore è stato molto paziente con me, avendomi aspettata per i lunghi anni in cui pensavo di poter fare da sola; non solo, ma mi ha anche donato un marito, figli e una compagnia che ora, stringendosi a me, mi rende evidente la Sua Presenza».

    LA PAZIENZA DI DIO E QUELLA DEGLI UOMINI
    All’inizio della malattia l’umore non era certamente questo. Elena è medico e conosceva bene la patologia in questione. Da anestesista ha lavorato per anni al reparto di neurochirurgia dell’ospedale Niguarda, e ha partecipato a interventi chirurgici su malati di Sla che avevano bisogno di una digiunostomia o di una tracheotomia perché non più in grado di mangiare o di respirare per le vie consuete. Ai primi sintomi, mentre tutti la rassicuravano lei già temeva il peggio. A un’amica che la chiamava alla vigilia del responso che avrebbe confermato trattarsi del male temuto, confidava: «Sono quasi sicura che si tratti di Sla, purtroppo. Se domani mi dicessero: “Signora, lei ha un brutto tumore”, beh, brinderei per la gioia». Ma Elena non è una maratoneta solitaria, e da subito ha cercato aiuto nella compagnia della sua famiglia e della sua comunità cristiana.

    “A COSCIONI DICO: SONO PIÙ PROMETTENTI LE STAMINALI ADULTE”
    Ed ecco le sue risposte alle nostre domande sulla questione dei prossimi referendum.

    Elena, la difficile situazione dei malati di Sla è spesso portata come argomento a favore dei referendum per l’abrogazione della legge 40 sulla fecondazione assistita e la manipolazione degli embrioni, in quanto ciò sarebbe necessario per individuare in tempi brevi una terapia. Tu cosa pensi dei referendum e dell’argomento manipolazione degli embrioni?

    Quando è stata approvata l’attuale legge ho pensato che finalmente era stato fatto un passo in avanti nella protezione dell’embrione. Embrione che, come tutti gli studenti di medicina sanno, è uomo fin dal concepimento! Tutte le distinzioni che vengono fatte sono capziose e mirate ad un unico scopo: darsi giustificazioni per procedere senza remore morali.

    Tu sei medico, dunque scienziato. Cosa pensi dell’idea secondo cui la ricerca scientifica dovrebbe essere assolutamente libera e non frenata da alcuna considerazione etica quando si tratta di scoprire qualcosa che potrebbe essere utile terapeuticamente?

    L’utilizzo della scusa dei “poveri malati” privati di un’importante possibilità di cura nasconde interessi economici ingenti e nessun interesse per i malati, perché esistono altre ricerche su cellule staminali adulte, anche prelevate dallo stesso paziente, molto più promettenti e in tempi più brevi. La ricerca deve fermarsi quando per arrivare ad uno scopo, anche buono, interviene manipolando l’uomo.

    “Corriere della Sera magazine” ha dedicato una copertina a Luca Coscioni, il presidente del Partito Radicale che conduce la battaglia per il sì nei referendum. Vorresti dire qualcosa a Coscioni e al Corriere, che si è schierato ufficialmente per il sì nel referendum?

    A Coscioni, malato come me, voglio dire che non è con l’omicidio (parola forte, ma di questo si tratta) che ci saranno benefici per noi.

    Elena, come stai vivendo la tua esperienza di vita nella malattia? Quali sono le cose più importanti di questa fase della tua vita?

    Dopo una prima fase, antecedente alla diagnosi, di puro terrore – mi ero fatta da sola la diagnosi, e cercavo di dimostrare a me stessa che mi ero sbagliata – è seguita un’accettazione della malattia, consapevole fin dal primo momento di quale sarebbe stato l’evolversi delle mie condizioni con l’unica incognita dei tempi di evoluzione. Accettazione, non rassegnazione! Da qui il voler continuare ad essere partecipe della vita della famiglia e della comunità e il desiderio sempre vivo di essere informata di tutte le nuove ricerche sulla Sla, per quanto mi è possibile con il lento peggiorare delle mie condizioni. Non mi ha mai lasciata la certezza della compagnia di Nostro Signore che in questi anni si è reso tangibile attraverso i volti di mio marito, dei miei figli e di tutti gli amici che ci hanno aiutato

    di Rodolfo Casadei




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    11 marzo 2005

    io NON mi astengo - IO NON VOTO.



    Io non mi astengo – io NON VOTO




    1.- La legge 40 è “cattolica”?

    In nessun modo la Legge 40 si può definire “cattolica”, in quanto si discosta notevolmente dalla visione antropologica della Chiesa. Rilevanti sono almeno tre punti:

    la legge prevede l’accesso alle tecniche di fecondazione assistita anche da parte delle coppie di fatto (è la prima volta che una legge italiana concede questo riconoscimento), quando per la morale cattolica la decisione di avere figli è legittima soltanto all’interno del matrimonio.

    Per la Chiesa l’apertura alla vita che rende possibile la collaborazione alla creazione secondo il disegno di Dio, ha senso soltanto come esito dell’unione sessuale di marito e moglie. Per cui ogni tipo di fecondazione assistita – anche quella omologa consentita dalla Legge 40 – è moralmente illecita.

    Anche se all’articolo 1 la legge garantisce i diritti “di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito”, di fatto essa propone tecniche abortive. La fecondazione artificiale infatti comporta sistematicamente l’eliminazione di numerosi embrioni umani.

    2.- Se la legge 40 non corrisponde alla morale cattolica, perché difenderla?

    La Legge 40 è un importante passo in avanti rispetto alla situazione precedente, che era stata definita di Far West procreatico. L’assenza di una legge specifica permetteva infatti qualsiasi tipo di intervento (mamme-nonne, uteri in affitto e così via) in materia. E, seppur in contrasto per molti aspetti con l’insegnamento della Chiesa, essa “ha comunque il merito di salvaguardare alcuni principi e criteri essenziali, in una materia in cui sono in gioco la dignità specifica e alcuni fondamentali diritti e interessi della persona umana”, come ha ricordato il cardinale Camillo Ruini nella Prolusione al Consiglio permanente della CEI il 17 gennaio 2005. In particolare i divieti di produzione di embrioni in soprannumero, di crioconservazione se non in casi eccezionali, di diagnosi preimpianto, di sperimentazione a scopi non terapeutici, di clonazione, consentono di proteggere la vita umana appena concepita da ogni forma di strumentalizzazione e di manipolazione. Una tutela che si estende anche al diritto ad una famiglia stabile e a due genitori sociali che siano anche i genitori biologici: la Legge 40 vieta il ricorso alle tecniche di fecondazione eterologa e alla maternità surrogata e chiede - da una parte - un rigoroso controllo sui requisiti della coppia richiedente e sulla validità del consenso alle procedure e - dall’altra - l’equiparazione giuridica del figlio generato con tecniche artificiali ai bambini nati a seguito di fecondazione naturale. Il bambino è, infatti, figlio legittimo della coppia sposata o figlio naturale riconosciuto della coppia convivente che ha chiesto e ottenuto l’uso delle tecniche di fecondazione assistita.

    Io non mi astengo – io NON VOTO

    3.- Se il voto è un diritto-dovere del cittadino, come si giustifica l’astensione? Che differenza c’è tra voto referendario e quello politico o amministrativo?

    L’obiettivo principale da perseguire è evitare il peggioramento della Legge 40. In questa ottica, come ha ricordato il cardinal Ruini, “sembra giusto avvalersi di tutte le possibilità previste in questo ambito del legislatore”. Va dunque ricordato che al voto referendario non si applica il principio stabilito dall’articolo 48 della Costituzione per cui l’esercizio di voto “è dovere civico”. Alla materia referendaria la Costituzione dedica un articolo a parte, il 75, per per il quale non esiste alcun dovere civico di votare. Nell’art. 75 è fissato infatti un doppio quorum, nel senso che la proposta soggetta a referendum è approvata “se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi”, ma a condizione che abbia “partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto”. Dunque la Costituzione ammette che l’elettore possa legittimamente non partecipare alla votazione, tanto che più di astensione – termine usato spesso come sinonimo di indifferenza – è giusto parlare di “non voto”.




    permalink | inviato da il 11/3/2005 alle 22:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa



    11 marzo 2005

    I radicali rischiano di perdere il rimborso spese.

                                           Ma dai!
    Guarda cosa ho scoperto oggi, i radicali se i referendum NON raggiungeranno il quorum rischiano grosso.
    Rischiano di perdere due miliardi due delle vecchie LIRE, fatevi voi il calcolo in €.
    Questo non me l'aveva ancora raccontato nessuno.
    Se ai quattro referendum andranno a votare meno del 50% + 1, degli italiani aventi diritto di voto, 

    i comitati promotori dei referendum non incasserebbero il rimborso per le spese sostenute.





    permalink | inviato da il 11/3/2005 alle 12:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa


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