.
Annunci online

  anerella [ ...e quindi uscimmo a riveder le stelle. - Questo BLOG aderisce all'associazione SAMIZDATONLINE) ]
         









anerella
  è  la versione storpiata del mio nome, così mi chiamavano i figli di alcuni amici quando erano molto piccoli.
Loro sono cresciuti, ma il nome mi è rimasto addosso.
 
11.03.05

Che emozione, non tenevo un diario da molto tempo.

Anche se una parte della mia vita è racchiusa in voluminosi diari che custodisco gelosamente sul ripiano alto della libreria.

Racchiudono la storia di un’adolescente che cresce, piange, ride, si scontra con la vita e incontra sulla sua strada persone che sanno tenerle alto lo sguardo.

Raramente, ma è capitato, sono andata a rileggere alcune pagine scegliendole a caso.

Stupendo, a volte i sogni di quell’adolescente si  sono realizzati,  altre volte la realtà ha superato ogni immaginazione giovanile.

In ogni caso, da oggi mi cimento con questo nuovo strumento, il diario nel web.

E’ un po’ come quando la mia compagna di banco,  Dina, contraria ai diari che riteneva segno di infantile immaturità, leggeva “di nascosto” il mio diario, che lasciavo sotto al banco, proprio per permetterle di prenderne visione.
 

Forza, auguratemi buona avventura.




L'idea del blog-diario,  è nata dal ritrovamento casuale, di un quadernino a righe con la copertina rosa.
Diario di un'esperienza... recita la prima pagina.
Era il 1999 ed un gruppo di ragazzi  allora adolescenti stavano trascorrendo una vacanza in autogestione a MONTESPLUGA. Su quel quaderno, alcuni di loro hanno scritto i loro progetti per il futuro, le loro speranze ... più avanti, assicurando l'anonimato degli scrittori, mi riservo di riportare alcuni brani di quei propositi giovanili, che in fondo rivelano come il futuro sia frutto di un presente.







1 settembre 2005

L'Iraq interessa, a volte si a volte no...

Raccontando il 30 gennaio 2005, giorno delle votazioni in Iraq, Tony Capuozzo al meeting di Rimini si rammaricava per la nostra indifferenza di fronte alle conquiste difficili e coraggiose del popolo iracheno, diceva: ”…sembra l’ora delle vecchiette alla messa mattutina quando stai a letto, e c’è silenzio nella città, e poi pian piano ai seggi si formano le code, la gente va a votare, queste donne con le quali spesso fai fatica a parlare, ti mostrano il dito, che è il certificato che hanno votato.

Tu vivi una giornata così provi a raccontarla facendo il tuo lavoro di cronista e questa sfida è incarnata (…) ognuno quella mattina ha dovuto decidere – vado o non vado – o ha guardato cosa ha fatto il suo vicino, è stata una specie di festa difficile della democrazia, tu pensi che il tuo paese che improvvisamente ha smesso di   interessarsi di Saraievo e della la Cecenia e improvvisamente si è infiammato per l’Iraq, che ha risvegliato tra Guelfi e Ghibellini, chissà, le passioni forti, tu pensi al tuo paese  che manifesta, che si divide, che si conta, che mette le bandiere alle finestre e questo paese non si accende di un millimetro di passione per una giornata come questa.”

 

Non si ”accende”, caro Capuozzo, perché il nostro paese ha le fette di salame sugli occhi, le fette di salame dell’ideologia, vediamo solo quello che vogliamo vedere, sentiamo solo quello che ci piace sentire.

Siamo pacifisti, animalisti, ecologisti, a giorni alterni, scendiamo in strada a seconda di chi ci chiama.

 

In Iraq sta accadendo qualcosa d’epocale, il settimo articolo della neonata costituzione dice: “Ogni comportamento che appoggi, aiuti, prepari, glorifichi, solleciti o giustifichi il razzismo, il terrorismo, il takfir, la pulizia etnica e la ricostruzione del partito Baath, sono proibiti e non potranno far parte del pluralismo politico”

 

Mi pare chiaro, si sta lavorando ad una costituzione ANTIFONDAMENTALISTA è messo al bando il terrorismo, certo si tratta ancora di mediare, di cercare il compromesso, ma questa è la democrazia.

 

Il nostro paese che tanto si è battuto perché non si andasse in Iraq ora dovrebbe fremere di curiosità, di voglia di capire cosa sta accadendo, cosa dirà la costituzione di questo popolo che cerca faticosamente  una normalità, quali diritti saranno garantiti? Che ruolo avranno le donne? Quali libertà saranno possibili?

 

Dovremmo fremere per loro, sentirci tutti iracheni, solidali con chi ha rischiato la vita per votare, rischia la vita per lavorare, per arruolarsi nelle forze dell’ordine, solidali con un popolo che cerca di ripristinare quella normalità fatta di gesti quotidiani, di bambini che vanno a scuola e donne che vanno al mercato.

 

Invece, ancora una volta l’argomento non ci interessa, intanto, è ripreso il campionato di calcio.




permalink | inviato da il 1/9/2005 alle 12:14 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa



31 luglio 2005

Gran Bretagna: un nido per gli scorpioni

tratto dal blog SORVEGLIATOSPECIALE -
Leggete cosa scrive il direttore della televisione araba Al Arabiya (La più importante tv in lingua araba):            
"Sostenere che le esplosioni di Londra siano una conseguenza della partecipazione del governo britannico nella guerra in Iraq è rivelarsi privi di ogni conoscenza storica. (...) Sia che la Gran Bretagna avesse preso parte alla guerra in Iraq sia che non l’avesse fatto, il paese sarebbe stato un bersaglio per al Qaida. Le isole britanniche sono state scelte dagli estremisti come un porto franco dove possono espandersi, crescere i loro bambini e reclutare altri seguaci per diffondere la loro ideologia. Se questo prova qualcosa è che la Gran Bretagna è uno dei paesi più generosi d’Europa, al punto di permettere che il suo territorio si riempia di scorpioni mortali che aspettano il momento giusto per uscire dai nidi e pungere i loro ospiti."  grazie a Christian Rocca 

Abd Al-Rahman Al-Rashed sarà ospite quest'anno al Meeting di Rimini in un incontro insieme al grandissimo MAGDI ALLAM. Per coloro che volessero parteciparvi: RIMINI FIERA - MERCOLEDI' 23 agosto, ore 15,00 (sala Neri) titolo dell'incontro:

 L’ISLAM NELLA VITA QUOTIDIANA

Sono stati invitati: Abd Al-Rahman Al-Rashed, Direttore Generale Al Arabija Tv Channel; Nasr Hamid Abu Zaid, Islamologo; Magdi Allam, Vice Direttore de Il Corriere della Sera; Rachid Benzine, Intellettuale e Scrittore. Introduce Alberto Savorana, Direttore di Tracce.




permalink | inviato da il 31/7/2005 alle 23:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa



23 luglio 2005

Sharm el Sheikh - l'inferno dopo mezzanotte

In Egitto si celebra cinquantenario caduta monarchia e delle autobomba distruggono alberghi e uccidono turisti e residenti, persone che lavorano e persone che hanno scelto l’Egitto per le loro vacanze.

 

Questa gente non ha a cuore né i propri bambini, né la propria gente, non gliene frega niente dell’economia dei loro paesi, di sconfiggere la povertà, di migliorare la vita dei loro simili, questa gente non ha cuore.

 

L’ideologia che guida i loro passi e i loro atti inumani, ha accecato il loro sguardo, pertanto, far saltare in aria 24 bambini per colpire un “soldato americano” com’è accaduto nei giorni scorsi a Bagdad, non ha per loro nessuna importanza, far saltare in aria alberghi dove lavorano moltissimi mussulmani pur di colpire quelle che per loro sono “centrali del vizio” piene di “infedeli” è per loro un dovere, sono disposti a dare la vita facendosi esplodere.

I loro padri a casa faranno festa, le loro madri e le loro sorelle, stringeranno tra le mani la foto dell’eroe e canteranno inni a quel figlio coraggioso,  immolatosi per ripristinare la paura e l’integralismo becero. La famiglia prenderà i soldi offerti loro da chi guida e recluta questa gente incapace d’amore e la catena dell’odio non avrà fine.

 

Reazioni:

Il portavoce del ministero degli Esteri Hamid Reza Assefi,  ha detto:

"La repubblica islamica d'Iran condanna fermamente gli attentati a Sharm el Sheikh e esprime partecipazione al dolore delle famiglie e dei Paesi di provenienza delle vittime(..)L'uso del terrore per raggiungere i propri scopi è ingiusto". "Noi chiediamo ai Paesi occidentali di non applicare misure restrittive ai musulmani perché questi attentati non hanno nulla a che vedere con i musulmani e introdurre misure restrittive nei confronti dei musulmani è il miglior servizio reso ai terroristi".

 

Il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan ha espresso "dolore e collera" dopo gli attentati di Sharm el Sheikh.

Dolore e collera? Allora smettiamola di cercare il setaccio giusto per separare i mussulmani integralisti dai mussulmani moderati, non c’è non esiste, Londra lo dimostra.

 

E allora? Vi sembra troppo pretendere anche dai mussulmani il rispetto delle leggi dei paesi in cui vivono?

Vi sembra eccessivo che si chiudano le Moschee dove si inneggia alla morte degli infedeli?

Vi sono delle leggi, sono uguali per tutti e vanno rispettate, niente di speciale, normale amministrazione, chiedere il rispetto delle leggi dello Stato senza deroghe e favoritismi, chiamare terroristi e non resistenti chi mette delle bombe e trattarli come terroristi, vi sembra eccessivo?.

 

Molta gente in questi giorni si pone il dilemma - partire o non partire – per un paese arabo?

Sfidare la paura e non lasciarsi piegare o starsene in casa?

 

''Non è stata una scelta facile - commentavano due fidanzati arrivati a Bologna dal Veneto dopo un viaggio in auto nella notte, con l'autoradio sintonizzata sui Gr per seguire in tempo reale gli sviluppi - Ma non ce la facciamo proprio a partire. Andremmo nella bocca del leone, e non ce la sentiamo''. 

 

 

Io dico, non partiamo, non per paura ma per strategia.

Sospendiamo tutti i voli, annulliamo tutte le prenotazioni, non per salvarci la pelle nell’immediato, tanto, se devono farci saltare in aria, lo faranno anche mentre passeggiamo in Piazza San Pietro o saliamo sulla torre Eiffel, ma per dare un segnale forte d’unità, siamo un popolo e se decidiamo di cambiare meta lo facciamo in massa.

 

Spiace per l’economia dei paesi arabi? Allora i governi dei paesi che vivono con i proventi del turismo di questi “infedeli” (noi) prendano seri provvedimenti, vadano a stanare gli integralisti, prendano posizione con i fatti e non con le parole.

Nulla di personale, ma le dichiarazioni di rammarico non sono più sufficienti.




permalink | inviato da il 23/7/2005 alle 13:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (36) | Versione per la stampa



19 luglio 2005

I morti dimenticati di Bagdad. 48 ore per decidere.

Quindici kamikaze in 48 ore, Il 95% delle vittime del terrorismo è composto da iracheni, di cui tre quarti civili. Il 90% cade per mano di Al Qaeda
Dopodomani, mercoledì 20 luglio, gli iracheni osserveranno a mezzogiorno un minuto di silenzio per commemorare le migliaia di vittime del terrorismo. Noi occidentali che cosa faremo? E i musulmani nelmondo che cosa faranno? E’ sensato che si inorridisca, si denunci, si reagisca alle bombe di New York, Madrid e Londra, e poi si assista imperturbabili, omertosi, inerti alle stragi di innocenti a Bagdad? Ormai dovrebbe essere evidente che siamo tutti testimoni e vittime di una guerra mondiale del terrorismo di matrice islamica, di natura aggressiva.
Una guerra che massacra ovunque e indiscriminatamente cristiani, musulmani, ebrei o altri, all'insegna di una ideologia che esalta il culto della morte. Allora perché non promuovere, aderendo all'iniziativa del parlamento iracheno, una mobilitazione mondiale contro il terrorismo? Un minuto di silenzio da osservare in tutte le capitali, in ogni angolo della Terra, per testimoniare la dissociazione dell'umanità intera dal nemico comune che attenta alla nostra vita e mina la nostra civiltà. Come si può non provare umana pietà per il centinaio di morti dilaniati dall'esplosione di un kamikaze e di un' autocisterna carica di carburante davanti alla moschea di Musayyib il 16 luglio?
Come si può non rabbrividire per la strage di ventiquattro bambini, ad opera di un altro kamikaze, alla periferia di Bagdad il 13 luglio? Come si può non solidarizzare con le altre decine di vittime dei barbari attentati in Iraq perpetrati da ben 15 terroristi suicidi soltanto nelle ultime 48 ore? Guardiamo in faccia alla realtà: il 95% delle vittime del terrorismo sono iracheni, di cui tre quarti civili e un quarto militari e poliziotti; il 90% delle vittime cadono in attentati terroristici suicidi rivendicati dalla filiale di Al Qaeda diretta dal famigerato Abu Musaab al-Zarqawi; il 90% dei terroristi suicidi sono stranieri, di cui il 55% sono sauditi e il 3% provengono da Italia, Francia, Gran Bretagna, Spagna e Danimarca.
Ebbene come è possibile continuare a immaginare che questa carneficina di innocenti da parte dell'internazionale del terrore che s'ispira a Osama bin Laden possa essere considerata una «legittima resistenza del popolo iracheno»? L'ideologia nichilista che disconosce il valore della vita propria e altrui ha probabilmente toccato il baratro della perversione etica e della malvagità umana nell'azione del terrorista suicida islamico che si fa esplodere all' interno o contro una moschea, ritenendo di farlo nel nome di Dio, nel luogo dove si prega Dio, per massacrare dei fedeli che condividono la stessa fede in Dio, nella certezza di ottenere da Dio la ricompensa della vita eterna.
Succede in Iraq ma anche in Pakistan e in Afghanistan. Ad opera di fanatici wahhabiti, la setta maggioritaria in Arabia Saudita, che ha condannato di eresia gli sciiti e ne ha legittimato il massacro. Si tratta di un torbido intreccio di aberrazione religiosa e orrore ideologico. Che si traduce nel culto della morte. Il Male che è alla radice degli attentati sia in Iraq s i a a N e w York, Madrid e Londra.
Abbiamo 48 ore di tempo per decidere di aderire a un'occasione rilevante tramite cui affermare la condanna dell'Occidente, dei paesi musulmani e del mondo intero nei confronti del terrorismo senza se e senza ma. Condividendo il minuto di silenzio proclamato in Iraq, lo Stato martire per antonomasia, trasformato nel fronte di prima linea della aberrante "guerra santa" del terrorismo islamico globalizzato.
Le premesse in Italia non sono incoraggianti. L'8 luglio c'erano solo 200 persone in Campidoglio a commemorare le vittime degli attentati di Londra. Il 18 marzo 2004, sempre in Campidoglio, erano ancora meno quelli che parteciparono alla manifestazione per le vittime della strage di Madrid. Eppure due giorni dopo, il 20 marzo 2004, un milione di persone sfilarono a Roma nel primo anniversario della g u e r r a i n Iraq. Finora gli italiani si sono rivelati più sensibili a manifestare c o n t r o g l i americani che contro il terrorismo. L'auspicio è che il 20 luglio 2005 possa segnare una svolta nella mobilitazione internazionale contro il terrorismo.
Magdi Allam
18 luglio 2005




permalink | inviato da il 19/7/2005 alle 0:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


sfoglia     luglio       
 


Ultime cose
Il mio profilo



culturacattolica milleargomentiunsologiudizio
Chiesa domestica
Samizdatonline - ecco chi sono
Adoremus
Annavercors
Aqua
Beth-or
Galatro
Giona
Il Fromboliere
Il Mascellaro
Insieme per costruire
Kattolico pensiero
Linea Tempo
Natanaele
Rimini in Dies
Secolo XX e dintorni
Tokalon
stranau (ex stranocristiano)
Sivan
Sguardo leale
ANTONIO SOCCI lo stranocristiano che non ha paura della libertà
Asara il satirico
valpalot
la cittadella
censurarossa
pesce vivo - raffinato blog
gino
circolo La Pira - cattolici in politica
Berlicche il diavolo
REFERENDUM L40 le cose che altri non scrivono
Claudio Chieffo - cantautore
Simona Atzori - ballerina pittrice
Kattolico la controstoria
PEPE on line
vinoemirra
lo stranocomunista


Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom