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Via i crocifissi dalle scuole...e poi?

 Strasburgo la Corte Europea dei Diritti dell'uomo ha sentenziato: «La presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche costituisce una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni e una violazione alla libertà di religione degli alunni». La sentenza fa seguito a un ricorso presentato da una donna italiana in causa dal 2002. 


C’era da immaginarselo, ma i titoli dei giornali e dei telegiornali possono trarre in inganno, va chiarito che La Corte dei diritti dell'Uomo non è un organismo dell'Unione Europea, infatti, nel collegio dei sette giudici che ha emesso la sentenza sono presenti anche un giudice turco e un giudice serbo. In ogni caso questa sentenza è molto grave e poco rispettosa della storia e della cultura del nostro paese.

Provate a guardare la realtà, a guardarvi intorno. Scoprirete che il panettiere dove acquistate il pane tutti i giorni, ha accanto al bancone l’immagine di Padre Pio e che il fruttivendolo espone il Calendario di Radio Maria, che il trasportatore che parcheggia il furgone sulla vostra via ha attaccato allo specchietto retrovisore un rosario benedetto.

A dare retta a questa sentenza, tra un po’ bisognerà chiedere che nei paesi di montagna siano demolite le edicole mariane, le croci sulla cima dei monti, i quartieri delle città, san donato a Bologna, san Lorenzo a Roma, San Rocco a Monza e via elencando. Come farà un ateo, un ebreo o un musulmano, a curarsi all’ospedale San Gerardo di Monza, al Sant’Anna o al Sant’Orsola.

Che dire poi delle scuole intitolate a san Giovanni Bosco, a Santa Rita, l’università del Sacro Cuore, aboliamo! E aboliamo anche i paesi, San Giovanni Rotondo, San Colombano, san Candido e gli stati come San Marino, perché tutta la nostra storia parla di santi.

Proseguendo bisognerà vietare che Dante sia insegnato nelle scuole, perché il suo – Vergine Madre, figlia del tuo figlio… - non è abbastanza laico, ma nemmeno Alda Merini, la poetessa recentemente scomparsa si salverà, le sue poesie parlano della vita, quindi di amore, di carnalità, di dolore, di felicità e di Dio, leggerle in pubblico sarà vietato? Giotto, Caravaggio, Masaccio, Beato Angelico, Mantegna, come parlare d’arte senza parlare di Madonne, Crocifissioni, santi e miracoli?

Si dovrà poi, togliere dalla più alta guglia del Duomo di Milano la Madonnina, perché non è laico che una città multiculturale abbia un simbolo cristiano così evidente, e che dire di San Marco a Venezia, o San Gennaro a Napoli? Vogliamo parlare di Roma? Ogni luogo dovrà essere nascosto, demolito, oscurato.

Fantascienza? NO, non lo è. La “religione laicista” è convinta che il vuoto, sia il padre della tolleranza, che il nulla aiuti il multiculturalismo ed invece chi non sa chi è suo padre e sua madre è perduto. Il rispetto per l’altro, non nasce dall’abolizione delle differenze, ma dal conoscerle, la diversità è una ricchezza, bisogna insegnarla. Mi scrive un’amica: “Quando sono andata in Terra Santa, non mi offendeva vedere Ebrei con il loro abituale cappello, la barba e capelli lunghi. Non mi sono sentita offesa a vederli pregare davanti al muro del pianto e non mi sentivo offesa dal canto del Muezzin che invitava alla preghiera. Casomai, mi ha sempre fatto piacere, vedere uomini rivolti al Divino. Ricordo invece con rammarico il fatto che quasi ci veniva impedito di fare un segno di croce in un luogo custodito dai Mussulmani. In pratica, non capisco perché un atteggiamento di fede, offenda o infastidisca qualcuno, al limite si può essere indifferenti”.

Già, ma la cosa è ancora peggio di quanto possa sembrare, perché spesso, non sono le persone appartenenti ad altre religioni a chiedere l’abolizione dei simboli e delle tradizioni, ma italiani che credono che il laicismo sia la via per il multiculturalismo, ed invece è la via per educare generazioni di giovani al nulla, salvo poi domandarci perché il vuoto nei loro occhi.

Pubblicato il 4/11/2009 alle 22.41 nella rubrica Cultura.

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